Era la pelle dell'ariete nato da Teofane e da Poseidone, donato poi da Ermes a Nefele, moglie di Atamante e madre di Frisso e di Elle.
Quando per gli intrighi di Ino i due ragazzi dovettero essere sacrificati, la madre li fece fuggire in groppa al sacro animale; durante il viaggio Elle cadde e morě nel mare che da allora ne porta il nome (Ellesponto), ma Frisso giunse in Asia Minore dove sacrificň il montone a Zeus.
Il vello, che arrecava ricchezza e potenza a chi lo possedeva, fu donato a Eeto re di Colchide, e appeso a una quercia del bosco sacro di Ares, sorvegliato notte e giorno da un dragone.
Proprio per riportare in Grecia questo prezioso cimelio fu organizzata la spedizione di Giasone e degli Argonauti.
Figli di Urano e di Gea, o di Eos e Astreo. Erano sotto il dominio di Eolo loro re. Il loro regno era ubicato a Lipari dove Eolo teneva i Včnti racchiusi in una caverna, dopo che avevano arrecato grandi danni alla Sicilia staccandola dal continente. Erano invece figli di Tifone i venti contrari alla navigazione e i venti di tempesta.
Aurora partorí i venti gagliardi ad Astrčo,
Zefiro serenatore, veloce nei tramiti Bora,
e Noto: con un Dio si fuse ella, Diva fulgente.
E dopo loro, un astro, Eňsforo, a luce essa diede,
e le lucenti Stelle, che sono corona del cielo (Esiodo, Teogonia).