(Dalla letteratura misocranea ci sono pervenuti un dialogo, due
poemi, più alcuni frammenti sparsi. I frammenti sono composti in varie lingue
fra cui le principali sono l'assosicelide, il sicanaccadico e l'emilittita. I
problemi filologici posti da questi testi sono numerosi e aperti alle più
disparate soluzioni. Con la presente edizione De' Vulpis si è preoccupato di
offrire una narrazione quanto più possibile lineare in modo da avvicinare ai
profani questo testo essenziale dell'ormai leggendario Bisnonno di
Monopoli.
Al principio del poema troviamo la genesi di Misocrane della
stirpe dei Pòrcodeidi. Filosofo nato da un guerriero e da una vergine racchia,
egli è per un terzo filosofo, per un terzo uomo e per un terzo criceto. Dalla
madre ereditò la mortalità e la bruttezza, dal padre i dentoni da criceto)
Il minchiamunito Crostolo s'appressò a quella che
ridea
travagliata nel suo peplo da profondo affanno, la
sorchimmacolata
Spasciata all'ombra di uno speco sicelide, mentre un
fuoco
la divorava. L'eroe, gloria della sua stirpe, tra clangor di
buccine,
incedette sul ciglio del campo, col fiero passo, a violentare
teneri virgulti. Introdottosi furtivo nella cava grotta,
marcio di
cruenta strage, devastò nivei veli di bende
virginee. Singulti spezzati
dell'ostia, misti a piacere, figlio
d'affanno, risuonarono
all'interno.
"Che ospite straordinario entrò nel mio palazzo!
Credo
davvero che sia - non è fede illusoria -
di stirpe priapica, scosse i miei
sensi, mi entrò
fino alla gola facendomi vacillare l'animo"
Detto ciò, i
nivei veli si imporporarono di femmineo umore
e la non più vergine Spasciata
fu saturata dal minchiamunito.
Il valoroso, più stupido che stupito, paventò
la condotta
accondiscendente della vergine, nonché l'aspetto. Putride
escrescenze germinavano sul suo volto e bubboni. Strappati
di dosso i
vestimenti svelando pieghe a falde
spioventi che allignavano sul suo seno, e
putrescenze,
leste a deflagrare, come brufoli di un segaiolo.
"che
cessazzo, ora capisco perché eri vestale"
disse il nerchiaprestante Crostolo
appresso
che ebbe giaciuto con la sticchiocinta Spasciata…
(Il primo precettore di Misocrane fu un ciclope strabico. La parte dei testi in cui si narra il tirocinio di Misocrane è estremamente lacunosa, anche perché De' Vulpis usò questi papiri per pulirsi il sugo delle lasagne dalla faccia)
Ciclope fabbrilmente intento a macinare nel suo sacco
sconcio
grumi spruzzati di vino, fetidi, da scarcare in spregiate
crete,
fu interrotto in quell'atto da Misocrane: "maestro, perché
hai solo
un occhio?" gli chiese curioso, e il Poseidonio
irritato alquanto
dall'intempestività "non mi rompere la palla"
Giancarlo Lupo